COMUNICATO STAMPA OPERAZIONE “PURA DEFLUIT”

Acquaviva 5 Stelle, quale forza politica attiva sul territorio, ritiene doveroso partecipare alla cittadinanza le proprie considerazioni in ordine all’operazione “Pura Defluit”, condotta dal Comando Nucleo Polizia Tributaria di Bari della Guardia di Finanza e dal Comando Compagnia Carabinieri di Gioia del Colle, su direzione della Procura di Bari, relativa a presunti reati di corruzione di pubblici ufficiali, alterazione delle procedure di affidamento di opere pubbliche nel settore degli appalti nei comuni di Acquaviva delle Fonti, Altamura e Castellana Grotte, culminata nell’arresto, tra gli altri, degli acquavivesi Tommaso Procino, imprenditore e presidente della cooperativa “La Molignana”, e Roberto Ottorino Tisci, vice-segretario della locale sezione del PD, oltre all’arch. Marco Cuffaro, ex dirigente dell’UTC del Comune di Acquaviva delle Fonti.

Di là dai dubbi e dalle perplessità circa una ricostruzione dei fatti, in questo momento necessariamente parziale e incompleta, e dell’umana comprensione nei confronti di chi si è trovato, suo malgrado, coinvolto in una così penosa vicenda, occorre riportare l’attenzione su quelle che sono le notizie politicamente rilevanti per la comunità Acquavivese.

È scorretto continuare a confondere il piano della responsabilità politica, che scaturisce dall’essere organo di governo del paese, con quello personale e giudiziario, ponendo l’accento sulla denuncia dell’Assessore Busto, assunta a salvacondotto da ogni colpa per aver scelto il Dirigente di un Ufficio, appunto quello Tecnico Comunale, strategico per il corretto andamento e sviluppo dell’economia locale, secondo modalità fiduciarie, considerate ormai da tempo in contrasto con la normativa Anticorruzione, e per averne, sino all’ultimo, difeso le scelte in più occasioni rivelatesi discutibili.

È di tutta evidenza che attribuendo incarichi solo per via fiduciaria o intuitu personae, senza procedure selettive oggettive e senza motivazioni che vadano oltre la considerazione della persona e della fiducia in essa riposta, i rischi di assegnazioni clientelari o solo di fiducia mal riposta nelle capacità tecniche sono elevatissimi.

Si deve tenere presente che una carenza nella capacità di selezionare i soggetti meglio capaci di gestire le risorse pubbliche e di perseguire le finalità dell’amministrazione, non solo crea presupposti per azioni «interne» viziate da corruzione amministrativa (quando non anche penale); ma, soprattutto, incide negativamente su tutta la comunità amministrata, che subisce le conseguenze di un’amministrazione disattenta ai bisogni generali.

I nostri amministratori devono rispondere di questa improvvida scelta di fronte ai cittadini acquavivesi: non vale invocare a propria discolpa la circostanza che in altri Comuni, pentastellati e non, siano stati conferiti incarichi a tempo determinato ex art. 110 TUEL, cui si fa ricorso sempre più spesso per esigenze legate ai vincoli di bilancio degli enti locali, non necessariamente mediante modalità selettive caratterizzate da insufficienza di meccanismi oggettivi e trasparenti idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti come, appunto, l’intuitu personae.

In uno stralcio di un comizio pubblico contenuto in articolo di AcquavivaNet – La Voce del Paese del 9 novembre 2015, a firma di Isabella Giorgio, il Sindaco illustrava in questi termini la scelta del dirigente:

“[…]L’assessore Bruno e l’integerrimo assessore Busto sono coloro i quali a cui ho affidato il controllo politico dell’Ufficio Tecnico che, in questo momento, è retto da un signore per bene, arrivato da Roma che non conosceva Acquaviva, l’arch. Cuffaro che io ho scelto in totale autonomia senza ascoltare le indicazioni dei partiti e liste civiche, basandomi semplicemente su un curriculum straordinario e guardandolo in faccia giudicandolo dagli occhi, è una persona per bene, onesta.[…]”

Sulla condotta dell’Assessore Busto ricordiamo che il pubblico ufficiale che accetta denaro o altra utilità in cambio di un atto contrario ai propri doveri d’ufficio commette un reato: l’alternativa che per lui si poneva era quella tra  COMMETTERE UN REATO O CONTINUARE AD ESSERE UN CITTADINO RISPETTOSO DELLA LEGGE.

A ciò si aggiunga che la denuncia, mera facoltà per il privato cittadino, è, invece, un obbligo che incombe, relativamente ai reati perseguibili d’ufficio di cui abbiano avuto notizia nell’esercizio o a causa, rispettivamente, delle loro funzioni o del loro servizio sui soggetti che rivestono qualifiche pubbliche: SE NON AVESSE DENUNCIATO IL TENTATIVO DI CORRUZIONE L’ASSESSORE BUSTO AVREBBE UGUALMENTE COMMESSO UN REATO!

Egli, pertanto, non ha fatto altro che il proprio dovere di cittadino e di pubblico ufficiale: fortemente diseducativo è dipingerlo come un eroe, un individuo che ha compiuto uno straordinario e generoso atto di coraggio, perché ciò significa rassegnarsi ed insegnare ai nostri figli che LA CORRUZIONE ED IL MALAFFARE SONO LA REGOLA ED IL RISPETTO DELLE LEGGI È L’ECCEZIONE.

Ma qui non stiamo giocando a trovare i “buoni” e i “cattivi”.

I cittadini eleggono un Sindaco perché attui il programma per cui lo scelgono, non uno sceriffo.

Non si può delegare ogni forma di controllo all’Autorità Giudiziaria (penale, civile, amministrativa o contabile che sia) né dimenticare che gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento di tali funzioni, e verificando la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti.

Quando si chiede di riesaminare nel merito tutti gli appalti e incarichi affidati da un dirigente che, stando a quanto sostenuto dagli inquirenti, sarebbe stato gravemente infedele, si fa riferimento a quella “parte libera” della discrezionalità amministrativa, riguardante le scelte di opportunità e convenienza in ordine alla realizzazione e alla soddisfazione del fine pubblico, che non può essere oggetto del sindacato giurisdizionale, in omaggio al fondamentale principio della separazione dei poteri.

Alla prova dei fatti Acquaviva non vedrà realizzarsi nulla di quanto promesso in questi quattro anni: che sarà dei lavori del teatro e dei lavori di ampliamento del depuratore, oggetto delle inchieste? Finiranno sotto la lente degli inquirenti anche altri consistenti appalti, quali, ad esempio, quello relativo ai lavori per la mitigazione del rischio di idraulico di Torre Cimarosa?

Il fallimento politico di questa Amministrazione è tutto qui: aver sprecato l’ennesima occasione di crescita e progresso per i cittadini, le imprese ed i professionisti Acquavivesi, quando sarebbe bastato scegliere con maggiore attenzione o comunque arrestare il meccanismo disonesto che si era avviato con una revoca dell’incarico al Dirigente…

Per porre fine al sistema di corruttela era necessario attendere che in questi due anni si commettessero altri presunti reati?

Sicuramente no, quantomeno non al prezzo di congelare progetti importanti e/o innovativi con notevole danno, anche economico, per il nostro paese.

Assordante e politicamente pesante è, inoltre, il silenzio interrotto degli esponenti delle minoranze presenti in Consiglio Comunale.

La “dolce opposizione” che ha caratterizzato gli ultimi quattro anni, in cui nessun esponente di minoranza ha esercitato quella forma di controllo penetrante e di denuncia che, normalmente, è prerogativa di chi si contrappone alle forze di governo, sembra continuare a segnare questi giorni che seguono l’ennesimo terremoto che si è abbattuto su Acquaviva ed il suo governo.

Il coinvolgimento nell’inchiesta del vice segretario PD di Acquaviva conferma, vieppiù, quanto incessantemente sostenuto dal Movimento 5 Stelle: il sistema dei partiti tradizionali, con le loro emanazioni pseudo-civiche, è ormai corrotto ed incapace di reagire ad affaristi e faccendieri che si avvicinano alla gestione della “Res Publica” solo per trarne un guadagno.

La soluzione a questo non può che essere rappresentata dalle regole decise e ben note sin da principio del Movimento 5 Stelle: chi è onesto e vuole mettersi al servizio della propria comunità non avrà difficoltà a condividerle ed accettarle.

Gli attivisti del Meet Up Acquaviva 5 Stelle

Comunicato Gazebo Informativi

Acquaviva 5 Stelle prosegue Venerdì 7 Luglio 2017 alle ore 18.00 in Piazza Garibaldi la serie di appuntamenti nel corso dei quali, prendendo spunto da fatti d’attualità, vuole informare e coinvolgere i cittadini, raccogliendone le segnalazioni e i suggerimenti sui temi fondamentali per raggiungere un livello di qualità della vita ottimale nella nostra Comunità e gettare le basi per progettare il nostro futuro.

Vi attendiamo numerosi per un incontro all’insegna della concreta partecipazione dal basso che caratterizza l’azione politica dei Cittadini a 5 Stelle!

Itea Gioia del Colle: mentre il Sindaco Carlucci dorme sonni tranquilli arriva lo stop dell’Amministrazione Lucilla.

Era il 28 aprile 2017 quando pubblicavamo sul nostro blog e sulla nostra pagina Facebook una lettera aperta, giunta anche a un giornale locale e ivi inspiegabilmente mai apparsa, con la quale chiedevamo al Sindaco Carlucci, agli Assessori e a tutte le forze politiche di Acquaviva delle Fonti, di intervenire, a tutela della salute dei Cittadini e del Territorio Acquavivesi, giacché in quei giorni si stava autorizzando la sperimentazione, nell’impianto ex Ansaldo di Gioia del Colle, di un processo di combustione di rifiuti pericolosi.

A fronte dei nostri dubbi circa la mancata partecipazione al processo autorizzativo del Comune di Acquaviva delle Fonti e della nostra richiesta di approfondire la questione in maniera analitica e scientifica, supportati, eventualmente, da pareri di esperti in ambito sanitario ed ambientale, il Sindaco Carlucci, commentando il nostro post rispondeva così:

 

Due settimane più tardi, dopo aver incontrato i coordinatori del Comitato Cittadino che a Gioia del Colle si stavano opponendo all’avvio dell’impianto, e non aver ricevuto alcuna documentazione o notizia da parte del Sindaco Carlucci, pubblicavamo la lettera aperta nella quale Roberto Cazzolla Gatti, Professore associato presso la Facoltà di Biologia della Tomsk State University (TSU), in Russia e Ricercatore presso il Laboratorio di Diversità Biologica ed Ecologia del Bio-Clim-Land Centre della stessa Università, consigliava al Sindaco di Gioia del Colle, Donato Lucilla, sulla base di dati scientifici ed oggettive rilevazioni, un’attenta valutazione prima di rilasciare ogni tipo di autorizzazione alla sperimentazione proposta da Itea S.p.a.

Ancora una volta ricevevamo dal Sindaco Carlucci una risposta rassicuratrice, volta a minimizzare l’entità del problema, accompagnata dalla generica affermazione di aver scritto all’ARPA PUGLIA per avere un parere, ignorando che l’ARPA, nel procedimento di valutazione d’impatto ambientale, aveva già reso parere negativo e così dimostrando di non aver minimamente approfondito la questione.

In data 7 giugno 2017 l’Amministrazione Comunale di Gioia del Colle ha diffuso un comunicato stampa dal contenuto inequivocabile che di seguito vi riproponiamo, con il quale annuncia di aver chiesto alla Regione Puglia la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto e l’apertura di un tavolo tecnico per l’approfondimento dell’impatto sulla salute.

Acquaviva 5 Stelle, plaudendo all’impegno civico dei cittadini gioiesi riuniti nel Comitato che ha indotto l’Amministrazione di Gioia del Colle a tornare sui propri passi, può oggi affermare di aver a giusta ragione portato l’attenzione su una vicenda i cui risvolti potenzialmente dannosi per la salute dei cittadini e per la salubrità dell’ambiente, alla luce di quanto da ultimo emerso, sono concreti e non il frutto di demagogia.

L’Amministrazione Acquavivese ha, invece, nuovamente dimostrato disattenzione e superficialità sui problemi reali del paese che sta governando, trattando il tema dell’ambiente come una buona intenzione per nobilitare operazioni che vanno in tutt’altro senso…

Ovviamente non ci fermeremo qui… Dopo questo primo importantissimo passo in avanti, vigileremo su ogni decisione e provvedimento che saranno assunti a livello locale e regionale, continuando con forza a sostenere che non ci potrà essere futuro senza la salvaguardia del nostro ambiente, a cominciare da un corretta gestione dei rifiuti…

 

 

DISASTRO TARI 2017

Il Sindaco, gli Assessori ed i Consiglieri Comunali (incluse le minoranze assenti) riconoscano le proprie responsabilità e cerchino concretamente, al di là di rassicurazioni, promesse e dilazioni, di arginare le inique conseguenze delle loro decisioni.

È paradossale e quasi canzonatorio leggere sul blog di famiglia “Acquaviva Partecipa” parole infuocate contro uno stato di fatto determinato da scelte, a dir poco opinabili, operate dall’amministrazione al cui vertice sta proprio il Sindaco Davide Carlucci…

Fuori da ogni sterile polemica e facile strumentalizzazione, non si può tacere che:

  1. il Consiglio Comunale ha approvato un regolamento TARI in cui, pur avendone facoltà per legge, non è stata espressamente prevista una scadenza per il versamento, così che i cittadini stanno ricevendo avvisi di pagamento con scadenza al 31 maggio 2017, sia pure all’ultima ora e sull’onda della giusta indignazione della cittadinanza, prorogata al 30 giugno 2017;
  2. il Consiglio Comunale ha approvato il regolamento e le tariffe TARI, in tutta fretta, in data 27 dicembre 2016, quando, per legge, il termine finale per la loro approvazione coincide con quello per l’approvazione del bilancio di previsione che, per l’anno 2017, è stato prorogato al 31 marzo 2017;
  3. approvare successivamente le tariffe TARI avrebbe consentito, raccolti ad inizio 2017 i primi dati sulla raccolta differenziata, di considerare nel Piano Economico Finanziario i volumi dei rifiuti differenziati conferiti, con indicazione dei relativi ricavi e contestuale riduzione dei costi per il conferimento in discarica della quota di indifferenziato;
  4. il Piano Economico Finanziario per il 2017 è stato redatto, con indicazioni e voci assai poco analitiche,  dal dirigente dell’UTC, arch. Mario Cuffaro, anziché dell’Ente Gestore del Servizio, come previsto dal Regolamento, a “fotocopia”, anche in termini di costi, del Piano Economico Finanziario redatto nel 2016, quando il servizio di raccolta differenziata non era ancora stato avviato, se non nel mese di dicembre;
  5. nell’adozione delle tariffe si è scelto, per stessa ammissione dell’Assessore alle Finanze Dinapoli, di  coprire i costi del servizio con un aumento della componente variabile della tariffa per le utenze domestiche, gravando maggiormente sui nuclei familiari più numerosi, che, in molti casi, sono quelli più disagiati, in favore dei quali, negli stessi giorni di fine dicembre 2016, la Giunta aveva deliberato un prelievo di circa 25.000 euro dal fondo di riserva per finanziare l’istituzione di buoni alimentari;
  6. al contempo, contravvenendo al principio comunitario “qui inquina paga”, si è scelto di caricare in misura minore il costo del servizio di raccolta rifiuti sulle utenze non domestiche, sia nella determinazione della tariffa, che nella previsione, all’art. 39bis, comma 1, del regolamento TARI 2017, di una speciale agevolazione consistente nella riduzione dell’80% dell’ammontare TARI, per ben un triennio dalla data di avvio di nuove attività artigianali e/o commerciali.

Di fronte a tutto questo ci chiediamo a cosa serva parlarne ancora in Piazza Vittorio Emanuele II, giovedì pomeriggio, alle 16.00?

Acquaviva 5 Stelle ritiene, invece, assai più utile lanciare un appello, nello spirito di una reale mobilitazione civica e di una effettiva partecipazione, a tutti i cittadini Acquavivesi che, con le loro competenze e la loro professionalità, possono fornire un apporto affinché si avvii un confronto sulle soluzioni legalmente e concretamente percorribili per non gravare ulteriormente sulle già esasperate tasche dei contribuenti.

ELETTA LA NUOVA PORTAVOCE DI ACQUAVIVA 5 STELLE: FACCIAMO LA SUA CONOSCENZA!

Ciao a tutti, mi presento: sono la nuova portavoce di Acquaviva 5 Stelle.

Mi chiamo Stefania Capozzi, ho 31 anni e nella vita faccio l’avvocato.

Amo la natura e gli animali, convinta che la nostra Terra sia il bene più prezioso da salvaguardare e tramandare ai nostri figli.

Da due anni Acquaviva delle Fonti è la mia casa: sono entrata a far parte di una comunità che mi accolto con affetto ed amicizia.

Ogni giorno, nella mia professione e nel mio privato, incontro uomini e donne onesti e laboriosi, ragazzi e ragazze in gamba e preparati, cuore pulsante che, lontano degli onori delle cronache e dagli allori della propaganda, spinge avanti tra mille gioie e difficoltà la vita di questo paese.

È con loro che spesso mi ritrovo a discutere dei problemi di Acquaviva, piccoli e grandi, confrontandomi, senza pregiudizi e preconcetti ideologici, sulle possibili soluzioni.

Ogni spunto è prezioso: ho compreso che grande è la parte sana della nostra società civile, pronta per abbracciare un nuovo modo di fare politica, intesa come servizio a beneficio della propria comunità.

Così, da sempre simpatizzante del Movimento 5 Stelle, ho sentito la voglia di partecipare al progetto di Acquaviva 5 Stelle e dedicarvi un po’ del mio tempo e delle mie energie.

Nel condividere con gli attivisti speranze, idee e progetti, ho accettato senza riserve di esserne per un po’ la voce ed il volto, impegnandomi a svolgere il mio ruolo con serietà, diligenza ed un pizzico di gentilezza e brio femminile.

Ed ecco già una pima rivoluzione: una portavoce, eletta senza diktat per una parità di facciata, scelta per quello che vuole e può fare, da chi considera il suo essere donna un valore aggiunto e non un limite.

Ragione di più per convincersi che il vero cambiamento non può che passare attraverso i valori di un movimento ove OGNUNO VALE UNO, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” come recita l’art. 3 della nostra bellissima Costituzione.

Sono fiduciosa che l’entusiasmo di Acquaviva 5 Stelle sarà contagioso e spero di incontrare nei prossimi mesi tantissimi di voi, al nostro fianco per dare vita ad una reale democrazia dal basso, fatta di tante azioni concrete che diano un futuro migliore al nostro amato paese.

Vicenda ITEA: ecco l’approfondimento che mancava al Sindaco Carlucci….

Nessuna risposta è giunta alla lettera aperta che nelle settimane scorse avevamo indirizzato al Sindaco Carlucci, agli Assessori e a tutte le forze politiche di Acquaviva affinché fosse fatta luce su quanto sta accadendo nell’impianto ITEA di Gioia del Colle.

Il Sindaco, commentando un nostro post su Facebook, genericamente affermava di non avere notizie allarmanti e prometteva di mettere a disposizione del movimento e della cittadinanza tutta la documentazione che avrebbe ricevuto dal sindaco Lucilla.

Diplomaticamente plaudendo all’approfondimento, il nostro Sindaco ci raccomandava, inoltre, di non eccedere negli allarmi.

Fatto sta che nessun documento, ad oggi, è stato messo a disposizione né di Acquaviva 5 Stelle né della cittadinanza tutta.

Così abbiamo pensato fosse utile e doveroso dare ancora un nostro piccolo contributo all’approfondimento, anche a beneficio dell’ignaro Carlucci.

Qui di seguito vi rimandiamo a quanto scrive sul punto Roberto Cazzolla Gatti, Professore associato presso la Facoltà di Biologia della Tomsk State University (TSU), in RussiaRicercatore presso il Laboratorio di Diversità Biologica ed Ecologia del Bio-Clim-Land Centre della stessa università.

Lettera-aperta-al-sindaco-Lucilla-Autorizzazione-Itea-1

ACQUAVIVA TACE SULLA “DISSOCIAZIONE” DI RIFIUTI PERICOLOSI: LETTERA APERTA AL SINDACO, AGLI ASSESSORI E ALLE FORZE POLITICHE

Egr.i Sindaco, Assessori ed Esponenti di tutte le Forze Politiche,

Acquaviva 5 Stelle ritiene doveroso scrivere e diffondere questa lettera aperta per difendere la salute dei Cittadini e del Territorio Acquavivesi.

Accade, infatti, in questi giorni che la nostra cronaca, appassionatamente monopolizzata dalle “turnazioni” a Palazzo De Mari e dagli “assestamenti” del PD, pare ignorare che nella vicinissima Gioia del Colle, a ridosso del confine con il nostro territorio, si stia autorizzando la sperimentazione di un processo di combustione di rifiuti pericolosi.

È difficile spiegarsi perché nessuno ad Acquaviva, né maggioranza di governo, né opposizione, si stia occupando della questione e non abbia ad oggi sollevato alcuna obiezione benché l’Amministrazione di Acquaviva non sia stata coinvolta ed interpellata nel procedimento di autorizzazione, come accadde nel 2012, allorquando un inceneritore stava per essere realizzato a Sannicandro di Bari.

È palese, invece, l’imprescindibilità della partecipazione del Comune di Acquaviva delle Fonti, il cui territorio comincia in prossimità del sito dell’impianto, e che sarebbe egualmente danneggiato in caso di emissioni pericolose e/o di malfunzionamenti dell’inceneritore di Gioia del Colle!

Stando così le cose, chi deve tutelare, dunque, gli interessi della comunità di Acquaviva delle Fonti?

Non dimentichiamo che il Sindaco è la massima autorità sanitaria locale e responsabile della salute dei cittadini e del territorio.

Possiamo ritenere questo fondamentale compito assolto attraverso una telefonata rassicuratrice con il Sindaco di Gioia del Colle oppure sarebbe auspicabile approfondire la questione in maniera analitica e scientifica, supportati, eventualmente, da pareri di esperti in ambito sanitario ed ambientale, per stabilire in maniera certa che non vi è pericolo per la salute dei cittadini e del territorio Acquavivese?

Di là da ogni questione prettamente “amministrativa”, entrando nel merito politico, ci domandiamo come possa un’Amministrazione che ha fatto delle eccellenze enogastronomiche il proprio vessillo, quasi sino a trascurare, come “figli di un dio minore”, altri e non meno trainanti settori dell’economia locale, non preoccuparsi delle ricadute che una simile operazione potrebbe avere proprio su quei prodotti tanto decantati.

Tutelare e valorizzare i nostri prodotti di eccellenza e i loro luoghi produzione significa qualcosa di più che pubblicizzare e festeggiare!

La protezione della salute dei cittadini comincia e si esaurisce, forse, nella soluzione alle questioni legate all’Ospedale Miulli?

Cosa risponderemo a chi si preoccupa dei potenziali effetti nocivi dell’inceneritore: #Tranquilli c’è il Miulli#?

Chiediamo a tutte le forze politiche e, in particolare, all’Assessore all’Ambiente, esponente di Sinistra, ECOLOGIA e Libertà, come si possa continuare a invocare, da una parte, alla stregua di vuoti ritornelli, la “SOSTENIBILITÁ”, il “CONSUMO DEL TERRITORIO ZERO”, e dall’altra continuare a consentire, senza colpo ferire, che ad una manciata di metri dai nostri campi si sperimentino impianti per bruciare rifiuti pericolosi!

Nessuno può garantirci che continuare a esercitare tali attività non abbia alcuna conseguenza sulla nostra aria, sulla nostra terra, sulla nostra acqua e sui nostri corpi, mentre l’Europa, la Terra, i nostri figli ci chiedono un cambiamento sistemico che porti gradualmente ad abbracciare un’economia di tipo circolare, che produca RIFIUTI ZERO.

Chi può negare, infine, che “Governare un Territorio” voglia dire, anzitutto, fare “scelte politiche”, a volte forti, coraggiose ed innovative, come potrebbe essere quella di dire NO ad un’attività che non è compatibile, per tutte queste ragioni, con gli obiettivi di SVILUPPO UMANO ED ECONOMICO SOSTENIBILE che una comunità si è data?

Acquaviva 5 Stelle, coerentemente con l’idea che il nostro ambiente è il bene più prezioso da lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi, risorsa fondamentale anche per il rilancio della nostra economia, sostiene che non è questa la strada da percorrere ed a questo scopo, nel sollecitare l’intervento di tutte le autorità e forze politiche di Acquaviva delle Fonti, si impegna ad esercitare ogni azione possibile, in campo civile, politico e giuridico, per difendere la salute dei cittadini e l’integrità del nostro territorio.

 

Gli attivisti di Acquaviva 5 Stelle

COMUNICATO AI CITTADINI ACQUAVIVESI

Il Meet Up di Acquaviva delle Fonti rafforza la propria attività di unica forza di opposizione al sistema partitocratico che ha corrotto la Nostra Nazione con l’apertura della nuova sede in Via Don Cesare Franco n. 6/R.

In un momento storico, quale quello attuale, in cui i cittadini sono sempre più distanti e delusi da una classe politica, nazionale e locale, dimostratasi ancor meno retta e competente della precedente, Acquaviva 5 Stelle sostiene con ancor più convinzione che il ruolo di governo ed indirizzo, oggi attribuito a pochi, deve tornare nelle mani del popolo italiano.

In quest’ottica e con questo spirito, Acquaviva 5 Stelle porrà in essere nei mesi a venire una ricca serie di iniziative volte, anzitutto, a raccontare ai cittadini, in modo semplice e diretto, il contenuto dei provvedimenti adottati dalle Amministrazioni, svolgendo, quale forza di opposizione, l’essenziale compito di controllo e garanzia  che ciò avvenga secondi i principi di legalità ed effettiva rispondenza ai bisogni della collettività.

Gli attivisti intendono, inoltre, dare significato concreto alla locuzione “CITTADINANZA ATTIVA”.

Saranno, infatti, i cittadini stessi, resi più consapevoli e responsabili della difesa dei propri diritti, attraverso il confronto democratico, lontano da accordi di spartizione delle poltrone e da dinamiche clientelari, a scrivere i nostri programmi politici, compreso quello che verrà presentato alle Elezioni Amministrative che si terranno ad Acquaviva delle Fonti nel 2018.

Acquaviva 5 Stelle ringrazia tutti coloro che vorranno, attraverso la propria presenza agli incontri che verranno di volta comunicati sulle nostre pagine social e web, contribuire a questo progetto di effettiva e democratica partecipazione dal basso.

 

Gli attivisti del Meet Up Acquaviva 5 Stelle

Amministrazione “CARLUCCI ” Stallo Certificato

AMMINISTRAZIONECARLUCCICOMUNICATO STAMPA

Un mesto silenzio domina Acquaviva da oltre un mese. Non vorremmo che fosse rassegnazione.

All’annuncio dei contrapposti comizi (quelli del 6 e 7 novembre scorsi) molti si son chiesti se gli oratori avrebbero tirato fuori motivi più seri, di quelli fino ad allora propalati (l’atteggiamento ostile dell’assessore Annamaria Vavalle verso il PD) per spiegare la crisi sopravvenuta.

In effetti i due comizi non hanno detto assolutamente nulla circa i veri problemi della città. Hanno solo certificato lo stallo. Gli Acquavivesi possono attendere.

Nel suo, Carlucci ha difeso Annamaria Vavalle e gli altri assessori (che nel frattempo avevano rimesso il mandato “per senso di responsabilità in modo da permettere il confronto all’interno della Maggioranza”, quindi anche loro oggetto del fuoco piddino).

“O si cambia o si muore!” ha gridato al termine, per ingiungere ancora una volta al PD di smetterla di “frenare” (qualcuno ricorderà che l’ultimo Squicciarini diceva la stessa cosa di una parte del suo stesso partito, sempre il PD).

Il segretario piddino Nettis ha tenuto il comizio forse più difficile e doloroso della sua carriera politica, dovendo in qualche modo difendere anche le posizioni dei suoi nemici interni ma facendolo assai male, giacchè ha esordito tuonando: “il sindaco non si può permettere il lusso di criticare e giudicare gli iscritti del PD di Acquaviva”; ebbene, nemmeno Stalin, a tutela dei membri del PCUS, ebbe a dire mai un simile enormità. Vogliamo credere che il segretario, non pensi davvero che la politica funzioni così. Ad ogni buon conto, sappia che i partiti esercitano un mandato “pubblico”, ossia proveniente dal popolo; la critica non è che la sanzione minima per qualsiasi abuso, furberia o prevaricazione commessi nell’attività amministrativa e politica, anche con riferimento alla vita interna ai partiti. Tutti, compreso il sindaco, hanno il diritto e persino il dovere di esercitarla, nei confronto di qualsiasi attivista di qualsiasi partito, a cominciare dal proprio. Per noi del Movimento 5 Stelle questo è un principio cardinale; vorremo che lo fosse anche per il PD di Acquaviva.

Altre amenità del segretario PD:

“ci volevano i secchi per raccogliere l’acqua che scendeva da questo podio”: beffa all’emozione palesata da Carlucci nell’esternare uno scatto di dignità;

“occorre una nuova giunta che sia veramente rappresentativa dei partiti di maggioranza e della cittadinanza”: il segretario ignora che, per legge, gli assessori sono collaboratori diretti del sindaco, non organi di rappresentanza politica;

“L’assessore Vavalle non si fida del PD e perciò non vi sono i presupposti per continuare a stare insieme”: ma perché il PD reclama l’incondizionata “fiducia” di un assessore? Quali aperture di credito gli sono state negate dalla Vavalle? Il segretario piddino s’è guardato bene dal fare il minimo cenno a questioni di merito;

“O si cambia o si muore !!!” : così ha concluso anche lui, declinando con beffarda tracotanza lo stesso nuovo slogan di Carlucci, per ingiungere a questo di licenziare tutti i suoi assessori, pena la sfiducia.

Dunque avevamo ragione quando dicevamo che quello della Vavalle era un pretesto; il problema è tutta la giunta o la distribuzione delle poltrone. A conferma di questa nostra tesi, facciamo notare come, qualche sera dopo i comizi, il maggior esponente della locale corrente “renziana” (almeno fino a che governerà Renzi) dall’emittente tv locale, rincarava la dose e ribadiva i gravi giudizi di incapacità dati già in passato al sindaco.

Insomma, di certo c’è che, tra incessanti accuse reciproche, questa amministrazione in oltre due anni ha prodotto poco o niente per la città mentre il problema principale sembra essere esclusivamente la redistribuzione delle poltrone (e della gestione dei cospicui finanziameti in arrivo per le opere pubbliche) che meglio risponda ai nuovi –sempre precari– equilibri del PD.

Ha fatto bene Carlucci a non cedere? Rispondiamo, premettendo che noi non abbiamo mai nascosto la stima personale nei confronti degli appartenenti alle liste civiche legate all’attuale sindaco ma i fatti di questi giorni dovrebbero aver insegnato loro che l’alleanza col PD avrebbe finito per squalificarli e travolgerli.

Ad Acquaviva la cattiva politica ha solidissime radici; se non si recidono queste con tagli netti e coraggiosi, non si può sperare di cambiare. Può accadere, invece, quanto sta avvenendo ora: che i partiti storici paralizzino l’attività amministrativa, perché sempre avviluppati in lotte interne fra le varie “correnti” o “anime”, teorizzate ipocritamente come volano di democrazia e in realtà portatrici di interessi indicibili; quando, in particolare, si discute di grossi appalti devono anche obbedire alle segreterie provinciali e regionali, cui stanno a cuore non i bisogni delle comunità locali ma solo gli interessi delle grosse imprese, che di quegli appalti fanno tesoro, e le speculazioni di ogni genere (per esempio, quelle sulle destinazioni dei suoli). Ecco perché gli esponenti del PD acquavivese reagiscono con ira quando estranei al partito si permettano di commentare i loro problemi interni.

Il PD-versione-2013 si servì abilmente di Carlucci per vincere una tornata elettorale alla cui vigilia era spacciato. Da quella posizione scomoda ha dovuto dare, inizialmente, al candidato sindaco ampie garanzie in termine di assessorati. A distanza di due anni, aiutato dal calo dell’indice di gradimento del sindaco tra i cittadini, il PD reclama maggior potere, arrivando a mettere in crisi la giunta. E’ paradossale che a guidare la fronda contro Carlucci sia una “corrente” che due anni fa era una lista sconfitta da Carlucci stesso e dagli elettori. Ma parliamo della sezione locale del PD nell’era di Renzi, quello che per comandare ha fatto patti con Verdini e leggi ultraberlusconiane; di cosa ci meravigliamo?

Gli esiti di questa crisi non sono scontati. Può avvenire di tutto, perché il PD ci penserà bene prima di far cadere Carlucci, rischiando molto del suo futuro ad Acquaviva (salvo ad ipotizzare un accordo con frange della destra). Ma qualcosa Carlucci dovrà pur cedere per rimanere in sella. Qualcosa di cui finora nessuno ha voluto parlare apertamente, chissà perché.

Agli acquavivesi non resta che attendere.